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L'OBESITA' NEL CANE          pdf.

IL CANE EPILETTICO          pdf.

LA TOXOPLASMOSI          pdf.

SHUNT PORTOSISTEMICO….che cos’è ?          pdf.

 

L'OBESITA' NEL CANE

Direi che al giorno d'oggi il consumismo non ha colpito solo le persone, ma anche gli animali. Certo gli animali casalinghi non aprono il frigo per prendersi cibarie varie, ma purtroppo chiedono, e poi ancora chiedono, e i loro padroni preoccupatissimi che i loro animaletti soffrano la fame....elargiscono loro cibo in quantità industriale.

Purtroppo sempre piu' spesso  portano al mio ambulatorio cani grassi, ovvero obesi. L'obesità è una malattia che si va diffondendo sempre piu', e a nulla vale parlare ai proprietari di tali animali di tutti i rischi che corrono le loro creature.
 

Al giorno d'oggi sono tanti i fattori che possono portare all'obesità un cane. Innanzitutto la sedentarietà. Il cane che vive in appartamento e che esce di casa solo tre volte al giorno, massimo quattro per fare il suo giretto volto esclusivamente ai bisognetti avrà molte probabilità di aumentare di peso. Il cane che non ha un'attività regolare di movimento con corse, esercizi all'aria aperta, anche se di breve durata, ma giornalieri, avrà molte probabilità di aumentare di peso. Il cane che non ha regolarità nei pasti, o che gli viene lasciato il cibo avanzato evidentemente in sovrapiu' e che lui si va a rimangiare piu' tardi,  o che "spelluzzica" intorno alla tavola dei padroni mentre stanno mangiando avrà anche lui molte probabilità di diventare un brutto, grasso, sgraziato, goffo cane.

Un cane in sovrappeso rischia molte piu' patologie di un cane magro, o perlomeno nei limiti standard della sua costituzione. Innanzitutto malattie metaboliche, alterazioni endocrine con evidenti disturbi funzionali, malattie a carico dell'apparato tegumentario con ripercussioni sul mantello e sulla pelle, dermatiti secche e squamose, pruriti vari.....ecc., senza parlare delle varie patologie cardiache che possono colpire i cani obesi.

 

Dal momento che mi trovo di fronte ad un caso di obesità io cerco sempre di indirizzare il proprietario del povero animale verso una dieta light e piu' equilibrata senza peraltro far soffrire la fame allo sciagurato cane. Sinceramente però devo dire che non sempre ho successo.
Il padrone del cane, infatti, non sempre vede le cose dallo stesso punto di vista da cui le vedo io, o perlomeno un veterinario, anzi, considera indice di buona salute l'avere un cane molto rotondo. Forse sarà la fretta, i problemi dei nostri giorni, la scarsa considerazioni che ci danno i nostri figli, che ci fa vivere male un pò tutti, ma questo non è un motivo sufficiente per scaricare le nostre tensioni sui compagni a quattro zampe della nostra casa, rimpinzandoli così tanto da avere noi  quella considerazione, quell'affetto, magari quell'adorazione che purtroppo non troviamo altrove.

 

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IL CANE EPILETTICO

 L’epilessia nel cane è una forma morbosa piuttosto frequente e grave. In particolare è stato calcolato, sia da AA. Francesi che americani che dall’1% al 3 % dei cani che vengono presentati alla consultazione ambulatoriale sono affetti da crisi convulsive.

Con il nome di epilessia che etimologicamente (dal greco) significa “attacco” , “arresto improvviso” e vuole indicare la caduta improvvisa e fulminea a terra senza conoscenza del soggetto colpito da un classico accesso del male, si intende oggi , piu’ che un’affezione , una sindrome nervosa cerebrale caratterizzata da frequenti crisi convulsive o da altre manifestazioni critiche motorie , psichiche, neurovegetative, che hanno come carattere distintivo (comune a tutte le forme) l’accessualita’, cioe’ il presentarsi improvvisamente e la tendenza a ripetersi.

L’attacco epilettico è di solito preceduto da un periodo preliminare di comportamento anormale o aura piu’ evidente nell’uomo. I segni clinici che annunciano l’attacco si manifestano con irrequietezza, nervosismo, guaiti, salivazione, atteggiamenti di marcata ansia o di paura con lo sguardo fisso. La durata dell’aura è variabile e a volte puo’ passare inosservata. Dopo l’aura si manifesta l’attacco che puo’ durare da alcuni secondi a qualche minuto (1-3). I segni clinici che si evidenziano durante l’attacco possono essere divisi in quattro gruppi:

-         segni motori

-         disturbi della coscienza

-         azioni involontarie

-         cambiamenti del comportamento

1)      Segni motori: si ha inizialmente la fase TONICA dell’attacco, con contrazioni generalizzate della muscolatura e irrigidimento. A questa fase che dura di solito pochi secondi segue la fase CLONICA : alla contrazione muscolare succedono contrazioni brusche brevi , interrotte, gli arti vengono flessi e ed estesi violentemente, si hanno inoltre movimenti di masticazione .

2)      Disturbi della coscienza: i cani di solito appaiono privi di coscienza durante l’attacco, non si ha nessuna reazione agli stimoli esterni. Le palpebre sono spalancate le pupille in midriasi , manca il riflesso pupillare alla luce e il riflesso corneale è molto attenuato.

3)      Azioni involontarie: si ha abbondante salivazione, perdita di feci e di urine.

4)      Cambiamenti del comportamento: prima di un attacco si hanno segni di apprensione , irrequietezza, movimenti di masticazione a vuoto, ecc.

L’accesso convulsivo puo’ scatenarsi in qualsiasi momento del giorno e della notte, in stato di veglia e di sonno, con o senza percorrenza di aura premonitrice, una eccitazione psichica vivace, un grande spavento, un intenso strapazzo fisico, un ‘indigestione, un trauma fisico possono talvolta rappresentare la causa scatenante l’attacco..

La frequenza con cui insorgono gli accessi è assai varia, da pochi nel corso di tutta la vita del cane, ad accessi perfino quotidiani.

Dal punto di vista etiologico vengono distinte due forme di epilessia: una c.d. epilessia vera, genuina, essenziale o idiopatica, considerata come nevrosi sine materia, in cui non si riscontra nessuna lesione nervosa in atto o pregressa cui imputare l’attacco epilettico, l’altra c.d. epilessia sintomatica in cui invece esiste tale substrato anatomico.

Indagini statistiche hanno mostrato che nel 62% dei casi il primo attacco si manifesta tra 1 e 3 anni di eta’.. Al di sotto dell’anno di eta’ la causa piu’ probabile va ricercata nell’idrocefalo interno congenito o in reazioni vaccinali.. Tra 1 e 3 anni con molta probabilita’ si tratta di epilessia vera o idiopatica.. Quando invece l’epilessia si manifesta negli anni successivi le cause vanno ricercate in lesioni invadenti l’encefalo (tumori, ascessi, ecc.) e in danni cerebro vascolari.

Per quanto riguarda la terapia il primo giudizio che il medico veterinario deve dare difronte a un cane epilettico è se il soggetto va curato per le sue manifestazioni accessuali o per le cause che le hanno provocate. Inoltre non tutti i soggetti con crisi epilettiche necessitano di un trattamento specifico.. Il giudizio viene dato in base al numero al tipo e alla modalita’ di comparsa delle crisi.

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LA TOXOPLASMOSI

La toxoplasmosi è una zoonosi (cioe’ una malattia che colpisce piu’ specie animali, compreso l’uomo), causata dal Toxoplasma gondii, un protozoo che compie il suo ciclo vitale all’interno delle cellule. Il parassita può infettare e trasmettersi da un animale all’altro anche mangiando carne infetta. Il parassita non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.   La carne cruda di agnello e di maiale (prevalentemente) e insaccati possono essere a rischio di contagio, ma è da ricordare che con la cottura il microrganismo viene eliminato.   La verdura o la frutta possono essere a rischio se inquinate  da escrementi di gatto

 Di solito la malattia decorre in maniera asintomatica,, ma in soggetti particolarmente immunodepressi si manifesta in maniera piu’ eclatante. I sintomi che si riscontrano sono: malessere generale, ingrossamento dei linfonodi, stanchezza, mal di testa. Nei malati di AIDS o nei soggetti trapiantati la malattia decorre in maniera molto piu’ grave, con sintomi eclatanti tipici degli immunodepressi che possono colpire tutti gli organi e in maniera devastante.  Importante è il periodo della gravidanza. In questo caso è bene che le donne gravide che possiedono gatti si sottopongano all’es. del sangue per vedere se hanno sviluppato anticorpi per tale malattia. Se invece questo non fosse accaduto è bene che le donne gravide non abbiano piu’ contatti con tutti i gatti e quindi non solo con il loro, per tutta la durata della gravidanza, ma non solo, è bene altresi’ che non mangino carne che non sia ben cotta, insaccati artigianali, frutta ma soprattutto verdura cruda che non sia stata piu’ che lavata. Il vero serbatoio della toxoplasmosi è comunque rappresentato dai gatti randagi che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane. Infine è bene che le proprietarie dei gatti sottopongano il loro animaletto ad un esame sierologico per vedere se il gatto è un portatore di tale malattia, ma se anche il gatto risultasse negativo è bene che l’animale resti sempre in casa per tutto il tempo della gravidanza della donna per evitare appunto che mangi carne cruda, e che sia sempre alimentato in casa con cibi cotti.  

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SHUNT PORTOSISTEMICO….che cos’è ?

 Lo Shunt Portosistemico intra e extraepatico è una patologia grave congenita o acquisita che colpisce sia il cane sia il gatto. I segni comportamentali e il complesso delle manifestazioni patologiche causati da questa malattia del fegato viene chiamata encefalopatia epatica. Per fortuna non è una malattia molto frequente, ma i segni clinici che si possono avere sono tanti proprio  perché diversi sono  gli apparati che possono essere colpiti. Gli animali non manifestano subito e bene  la sintomatologia , e siccome non parlano sta al proprietario capire che il proprio  animale sta male e decidere di portarlo ad una visita veterinaria. Anche qui, per il medico veterinario non sara’ facilissimo arrivare subito a tale diagnosi, perché i sintomi possono essere relativi anche ad altre patologie, ma sicuramente gli esami del sangue, le ecografie, ecc. potranno essere di valido supporto per arrivare alla diagnosi certa.

Quello che io voglio fare in questo mio articolo è dare un’infarinatura di base a tutti quei proprietari di animali che magari hanno riscontrato sintomi analoghi nei loro animali, ma che non gli hanno dato molta importanza, e non solo, voglio inoltre  rispondere a tutte quelle persone che mi scrivono per avere notizie su tale patologia tra l’altro molto complessa e di difficile interpretazione. Allora vediamo in generale come si fa ad accorgersi che i nostri animali possono avere questa malattia.

Normalmente  nel cane e nel gatto il sangue arriva al fegato dal tratto digerente (80% dall’ intestino e stomaco, 20% da  milza e pancreas), attraverso la vena Porta per poi convogliare nel grande vaso sanguigno che è la  vena cava. In uno Shunt portosistemico il sangue “scavalca” il fegato e va direttamente in circolo nella vena cava. Ora tutti sappiamo che una delle funzioni piu’ importanti del fegato è proprio quella di filtrare il sangue eliminando sostanze tossiche ,  per cui nello Shunt questa funzione non viene rispettata e le tossine circolano liberamente nel sangue.

Lo Shunt puo’ essere acquisito in seguito ad altra patologia, o essere congenito. Lo Shunt congenito si presenta  come Shunt singolo intra o extra epatico a seconda di quella che è la posizione dei vasi sanguigni in relazione al fegato. Nell’intraepatico   si presenta come un unico grande vaso anomalo (pervieta’ del dotto venoso singolo intraepatico),  nello  Shunt  extraepatico si presenta da anomalie di qualche vaso splenico o gastroplenico,  prima che questo entri nella vena Porta. Le razze maggiormente predisposte allo Shunt congenito intraepatico sono razze grandi e giganti e questi molto spesso presentano anche Shunt extraepatici. Lo Shunt congenito extraepatico è maggiormente presente nelle razze di piccola taglia, quali lo Yorkshire Terrier, lo Schnauzer piccolo, il Maltese, ed altre.

Gli Shunt multipli extraepatici sono in genere acquisiti. In questi assistiamo ad un aumento della resistenza del flusso portale con relativo aumento della pressione della vena Porta in seguito ad un’anomala connessione tra arteria epatica e vena porta o vene epatiche.

Gli apparati che sono coinvolti in questa patologia sono : il Nervoso, il Gastroenterico e l’Urinario.

Ma vediamo in dettaglio quali possono essere i sintomi che manifestano gli animali.

Il cane o il gatto che nascono con questa patologia manifesteranno subito segni clinici quali: ritardo di crescita, disturbi gastroenterici (il vomito e la diarrea sono quasi sempre presenti),  manifestazioni nervose come convulsioni, movimenti di maneggio, testa ruotata, depressione, ricerca degli angoli nella stanza, atassia locomotoria, (sintomi che si acuiscono dopo un pasto ricco di proteine proprio perché il fegato non depura), poi sintomi urinari quali disuria, ematuria, stranguria, poliuria e polidipsia, cristalluria,  la mancata eliminazione dell’ammoniaca da parte del fegato portera’ ad un aumento dell’escrezione urinaria della stessa e quindi ad una seria lesione del rene.

Nel gatto caratteristici sono la scialorrea e lo ptialismo.

Se l’animale riceve dei farmaci questi non essendo metabolizzati a dovere dal fegato andranno ad intossicare sempre di piu’ il grande circolo.

La diagnosi dello Shunt viene fatta tramite esami di laboratorio (notevole è la microcitosi, lieve anemia, alterazioni biochimiche quali diminuzione della BUN, , ipoglobulinemia,  ipoalbuminemia, ipoglicemia, e lievi aumenti degli enzimi epatici), esami ecografici con o senza liquido di contrasto, e esami radiografici, scintigrafia intestinale  con mezzo di contrasto,  misurazione degli acidi biliari pre e post prandiali, o meglio ancora urinari.

Per quanto riguarda il trattamento dello Shunt innanzitutto il medico veterinario deve correggere la dieta dell’animale improntandola ad un basso contenuto proteico, come pure il trattamento medico farmacologico servira’ ad alleviare i sintomi dell’animale, ma la chirurgia sara’ necessaria per correggere l’anomalia vascolare. Uno Shunt intraepatico è sicuramente piu’ difficile da correggere di uno Shunt extraepatico, per cui la chirurgia deve essere fatta in un centro veterinario altamente specialistico. La mortalita’ in tale chirurgia è bassa negli Shunt singoli extraepatici, ma aumenta sensibilmente negli intraepatici. Quindi qualunque proprietario di animali affetti da  tale patologia deve essere informato sui rischi del caso.

Ovviamente gli animali affetti da Shunt Portosistemico congenito non devono essere adibiti alla riproduzione.

Con questo mio articolo io ho potuto solo dare un primo imput di quella vasta e complessa patologia che è appunto lo Shunt Portosistemico intra e extra epatico, naturalmente la fisiopatologia è molto piu’ complessa di quanto sovraesposto e da me detta in poche parole,  cosi’ pure le manifestazioni cliniche e sintomatologiche. Spero tuttavia di essere stata di aiuto per qualcuno che possieda animali con (purtroppo)  questa grave malattia.

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